
"Io non vorrei scrivere queste musiche...queste musiche che non mi piacciono. Ma sono obbligato perché me lo ordina il supremo comandante e io sono soltanto l'altoparlante di un idea"
Le Opere di Schonberg (Vienna,1874-Los Angeles,1951) non ebbero accoglienza favorevole da parte del pubblico viennese, molto conservatore, che oppose resistenza ad ogni innovazione. Fu a Berlino che il compositore austriaco trovò un ambiente più comprensivo e incoraggiante nei suoi confronti, e qui, nel 1912 venne eseguito per la prima volta il suo Pierrot Lunaire Op.21 (sottotitolato "3 volte 7 poesie di Albert Giraud),che si aggiudicò l'appellativo di "Opera Scandalo".
Per la sua carica espressiva, il melodramma venne apprezzato da un gruppo di giovani compositori italiani: la "Generazione dell' 80"(così definiti da M. Mila perchè nati tutti intorno al 1880), composta da Alfano, Respighi, Malipiero, Pizzetti e Casella, il quale presentò il Pierrot il 1°aprile 1924 a Firenze, nella Sala Bianca di Palazzo Pitti: «Ogni sera, in ogni città si scatenava invariabilmente una reazione violentissima del pubblico [...]. Schönberg, uomo di natura spaventosamente irrequieta ed agitatissima, non capiva perché la sua musica potesse destare tanta opposizione e voleva tornarsene a Vienna dopo ogni concerto.»
Il 2 aprile, nell'articolo "Casella e Schonberg agli Amici Della Musica", sulla "Nazione", Copertini commentò: "Era un pesce d'aprile grosso come un dirigilbile"....quest'affermazione gli costò il posto di critico al giornale.
Si tratta di un lavoro commissionato da un'attrice di prosa, tale Albertine Zehme, che chiese a Schonberg di porre in musica 21 delle 50 liriche del poeta simbolista belga Albert Giraud.
Caratteristica dell'Opera è la rinuncia della tonalità, che per Schonberg significò l'emancipazione della dissonanza, ossia la liberazione dall'obbligo di far seguire un accordo consonante ad uno dissonante.
Nel suo "Manuale di Armonia",1911, Arnold Schonberg realizza una sorta di fenomenologia del linguaggio armonico tradizionale, dalle sue origini fino al cromatismo wagneriano. Qui dimostra interesse per la costruzione di accordi che si possono comporre sovrapponendo le quarte, parla di Klangfarben Melodie (melodia di timbri e colori; una sorta di idea sperimentale realizzata nelle opere giovanili) e di atonalità, termine che per altro Schonberg non accetta preferendo parlare di pantonalità per significare il libero uso di tutte le relazioni tonali possibili nell'ambito del sistema musicale occidentale.
Ma più che per la scrittura atonale, il Pierrot Lunaire ottenne un successo-scandalo per la nuova forma di espressione vocale: si sostituisce al canto la tecnica vocale dello Sprechstimme ("voce parlata") o Sprechgesang ("canto parlato"), che si trova a metà strada tra canto e declamazione. Nella prefazione che accompagnò la pubblicazione della partitura il compositore spiega che il cantante-recitante deve appena intonare la nota e subito lasciarla, solitamente passando alla nota successiva con una specie di glissando.
Un'interessante novità riguarda l'organico,che vede una notevole riduzione del numero degli esecutori che a volte si trovano a suonare due strumenti: pianoforte, violino-viola, clarinetto-cl.basso, flauto-ottavino, violoncello, polivalenza strumentale che deriva dal mondo del Cabaret e del Caffè Concerto.Ciascuna delle 3 parti del Pierrot è nettamente diversa:
I PARTE: la maschera italiana si presenta nella veste di poeta della disperazione e della sofferenza, incantato dal chiarore della luna che gli evoca immagini ricche di macabra ironia, vagamente morbose.
II PARTE: il tono si fa angoscioso, Pierrot compare nella notte in preda ad una disperata follia, vittima di fantasie paranoiche, di visioni di morte.
III PARTE: a Pierrot è permesso di uscire dall'incubo per abbandonarsi alla buffoneria farsesca e alla nostalgia per i tempi piu felici del passato.
"Questo è quello che si può fare sentendosi liberi, ma i musicisti che sceglieranno Pierrot Lunaire come esempio saranno capaci di autoimporsi una disciplina come quella che mi sono imposto io?La libertà è una gran bella cosa, ma...cum grano salis!"
2 commenti:
libertà è coraggio di capire la vita e accettare quello che ci offre... nel bene e nel male, sempre con ottimismo e voglia di andare oltre il recinto!
ciao.
Ottimo e interessante post su un argomento che mi vede digiuno. Veramanete complimenti Stella per queste notizie sul grande Shonberg che non conoscevo. Ti linko immediatamente! Ciao.
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