giovedì 6 dicembre 2007
lunedì 3 dicembre 2007
Relasche/Entr'acte (Clair-Satie-Picabia)
La Parigi dei primi del 900, per la ricchezza della sua vita culturale, esercitò una forte influenza sugli artisti di tutta Europa, i quali diedero vita a movimenti avanguardistici che tracciarono profondamente e in modo indelebile tutti i campi artistici.
Un'epoca fatta di trasgressione ed imprevedibilità, dove i valori ritenuti fondamentali dall'opinione comune ed i principi estetici vengono messi in discussione; un'epoca contrassegnata da una contaminazione generale in cui le arti si trovano a scivolare l'una sull'altra.
Un'epoca importante per l'uomo che, in un clima di crisi politica e sociale, sente l'esigenza di guardarsi dentro, scoprendo un mondo fatto di angoscia e malvagità.
Ed il principale punto di svolta sta nel fatto che questo abisso di inquietudine non resterà più un fatto privato, ma l'arte diverrà portatrice d'elezione del "brutto" nascosto nell' Io umano. Estetica del brutto, che prenderà ben presto il nome di espressionismo.
Erik Satie suscitò l'interesse dei più disparati circoli d'avanguardia, in particolare dei contemporanei dadaisti, la cui vita artistica si svolse sotto il segno del disprezzo per la sacralità accademica e l'ansia borghese di progresso.
L'incontro del dadaismo con il cinema e la musica produsse il capolavoro "Entr'acte" (1924 diretto da René CLAIR), così chiamato perchè nato come intermezzo cinematografico in "Relasche", balletto "istantaneista" su libretto di Picabia.
Relasche ha l'intento di rilassare il pubblico e allontanarlo dalle preoccupazioni quotidiane con canzonette di strada e ariette plebee.
La musica scritta per il balletto è opera dell'eclettico Satie, e venne associata come colonna sonora del film (una delle prime colonne sonore cinematografiche).
Come buona parte delle opere del musicista francese, le musiche di Relasche, eseguite in sala da un'orchestra, sono originali, eccentriche e provocatorie, improntate su un gusto del non-senso, ma che paradossalmente suscitano la curiosità del pubblico benpensante, scandalizzandolo.
Un punto di forza di Entr'acte è il cast: Jean BORLIN (cacciatore e giocoliere); Francis PICABIA ed Erik SATIE (gli uomini con il cannone); Marcel DUCHAMP e Man RAY (giocatori di scacchi) e Inge FRIES (la ballerina barbuta).
Per certi aspetti il film sembrerebbe ispirato al futurismo di Palazzeschi, difatti Clair trasforma l'espressione del dramma nel suo rovescio: "trasformare i funerale in cortei funebri".
Il funerale si trasforma in una corsa, che accellera, accellera, diventa una vertiginosa fuga, il carro funebre si rovescia, la bara rotola, rotola, rotola su un campo, si apre, ne esce......un prestigiatore.....che fa sparire i partecipanti e se stesso. Questo è dadaismo!
Un'epoca fatta di trasgressione ed imprevedibilità, dove i valori ritenuti fondamentali dall'opinione comune ed i principi estetici vengono messi in discussione; un'epoca contrassegnata da una contaminazione generale in cui le arti si trovano a scivolare l'una sull'altra.
Un'epoca importante per l'uomo che, in un clima di crisi politica e sociale, sente l'esigenza di guardarsi dentro, scoprendo un mondo fatto di angoscia e malvagità.
Ed il principale punto di svolta sta nel fatto che questo abisso di inquietudine non resterà più un fatto privato, ma l'arte diverrà portatrice d'elezione del "brutto" nascosto nell' Io umano. Estetica del brutto, che prenderà ben presto il nome di espressionismo.
Erik Satie suscitò l'interesse dei più disparati circoli d'avanguardia, in particolare dei contemporanei dadaisti, la cui vita artistica si svolse sotto il segno del disprezzo per la sacralità accademica e l'ansia borghese di progresso.
L'incontro del dadaismo con il cinema e la musica produsse il capolavoro "Entr'acte" (1924 diretto da René CLAIR), così chiamato perchè nato come intermezzo cinematografico in "Relasche", balletto "istantaneista" su libretto di Picabia.
Relasche ha l'intento di rilassare il pubblico e allontanarlo dalle preoccupazioni quotidiane con canzonette di strada e ariette plebee.
La musica scritta per il balletto è opera dell'eclettico Satie, e venne associata come colonna sonora del film (una delle prime colonne sonore cinematografiche).
Come buona parte delle opere del musicista francese, le musiche di Relasche, eseguite in sala da un'orchestra, sono originali, eccentriche e provocatorie, improntate su un gusto del non-senso, ma che paradossalmente suscitano la curiosità del pubblico benpensante, scandalizzandolo.
Un punto di forza di Entr'acte è il cast: Jean BORLIN (cacciatore e giocoliere); Francis PICABIA ed Erik SATIE (gli uomini con il cannone); Marcel DUCHAMP e Man RAY (giocatori di scacchi) e Inge FRIES (la ballerina barbuta).
Per certi aspetti il film sembrerebbe ispirato al futurismo di Palazzeschi, difatti Clair trasforma l'espressione del dramma nel suo rovescio: "trasformare i funerale in cortei funebri".
Il funerale si trasforma in una corsa, che accellera, accellera, diventa una vertiginosa fuga, il carro funebre si rovescia, la bara rotola, rotola, rotola su un campo, si apre, ne esce......un prestigiatore.....che fa sparire i partecipanti e se stesso. Questo è dadaismo!
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